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Secondo me la prima parte dell'articolo è interessante e documentata, anche
se sarebbe stato utile (ma credo difficilissimo) riuscire a scoprire che
utilizzo hanno fatto gli jugoslavi dei forti crediti avuti negli anni
precedenti la crisi (chi si è arricchito? quale ruolo ha avuto la classe
burocratica e i dirigenti politici? ecc).
Si arriva quindi a capire il precipitare della crisi interna, lo scoppio dei
conflitti e il ruolo avuto da Europa, Usa e FMI nel farli precipitare.
La seconda parte dell'articolo, quella relativa al ruolo della Serbia, mi
sembra invece un po' ideologica ed anche meno documentata.
Improvvisamente la classe dirigente serba diventa "buona", ci si scorda
delle responsabilità gravi avute nella gestione della crisi precedente ed
anche del modo di affrontare la crisi del Kosovo.
Sono convinto che la "cattiveria" di Usa, Europa e del FMI non deve far
dimenticare le basi marce dei regimi su cui tali cattiverie (vere e
concrete, ma "capitalisticamente" comprensibili) hanno avuto buon gioco per
poter essere applicate con il consenso mondiale (anche di gran parte della
sinistra).
La catastrofe dei sistemi comunisti è anche responsabilità della
loro classe dirigente e dei meccanismi economici, sociali e politici che non
hanno funzionato. Dimenticarsi di questo è sbagliato e non aiuta a
comprendere quello che è successo ed ad andare avanti.
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